Cronaca 2036 · Uno sguardo indietro all’oggi

Il 21 ottobre 2026, come lo racconteranno i libri di storia il 21 ottobre 2036.

Un libro di storia dal futuro sul nostro presente: come la pressione finì per ricadere sul Paese aggredito, come la corte dell’Aia fu paralizzata e perché persino a Gaza gli aiuti alimentari furono ridotti.

Questo libro non dovrà mai essere pubblicato. Ogni scelta diversa fatta oggi ne cancella una pagina.

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Edizione 4 · sempre esattamente dieci anni avanti · riscritta mercoledì 21 ottobre 2026 alle 12:39 UTCProssima edizione: mercoledì 21 ottobre alle ore 17:00 UTC

Testo evidenziato

È accaduto davvero, confermato da almeno due fonti indipendenti. Il numero rosso rimanda alle fonti a margine.

Testo normale

È lo scenario: il corso più cupo tra quelli plausibili, come lo metterebbe per iscritto uno storico nel 2036.

Cronologia e riscrittura

Ogni sezione mostra come una scelta del 2026 si sviluppa fino al 2036 e quale scelta diversa potrebbe ancora impedirlo.

Capitolo 1

Guerra e pace

Come i cessate il fuoco del 2026 esistettero soprattutto sulla carta e perché la pressione finì per ricadere sul Paese aggredito.

§ 1.1

Un cessate il fuoco sulla carta

Nell’ottobre 2026 la guerra in Ucraina sembrò per breve tempo sbloccarsi. Il 9 ottobre il presidente Trump annunciò un accordo con Vladimir Putin sulle forniture di diesel russo. Lo stesso giorno il Tesoro statunitense allentò temporaneamente le sanzioni sul diesel russo, fino all’aprile 2027.1,2 Il giorno dopo Trump disse ai giornalisti: «Penso che sia ora che l’Ucraina abbia un nuovo presidente».3,4

Gli storici vedono in quella settimana il momento in cui la pressione cambiò direzione. Non fu l’aggressore a dover cedere terreno, ma il Paese aggredito. L’11 ottobre Trump annunciò una «tregua energetica» che, a suo dire, entrambe le parti avevano accettato. L’Ucraina smise di colpire le raffinerie russe, ma la Russia continuò ad attaccare gli impianti energetici ucraini.5,6,7

Il 16 ottobre Trump sospese le misure principali di una nuova legge statunitense sulle sanzioni contro la Russia, poco prima che entrassero in vigore. Tra queste c’erano dazi fino al 100 per cento sui grandi acquirenti di petrolio e gas russi.8,9 Due giorni dopo l’Ucraina attaccò la Russia con più di mille droni; a San Pietroburgo bruciarono depositi di petrolio.10,11 Secondo il presidente Zelensky, nel frattempo gli Stati Uniti trattenevano missili di difesa aerea Patriot che gli alleati avevano già pagato. Il segretario di Stato Rubio negò che gli Stati Uniti volessero danneggiare l’Ucraina.12,13 Il 20 ottobre Zelensky incontrò a Oslo l’inviato statunitense Steve Witkoff e alcuni leader europei; il giorno dopo Witkoff si recò a San Pietroburgo per colloqui con Putin.13,14

Da quelle settimane Mosca trasse la lezione che avrebbe segnato il resto del decennio: chi continua a combattere ottiene concessioni.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 16 ott 2026 · avvenutoAllentate le sanzioni sul diesel russo, sospesa la nuova legge sulle sanzioni; pressione su Kiev.
  2. 2027 · scenarioUna tregua alle condizioni russe. I territori occupati restano russi, nessuna garanzia di sicurezza.
  3. 2030 · scenarioUn esercito russo ricostruito mette alla prova il confine con i Paesi baltici.
  4. 2036 · scenarioIn tutto il mondo si spende in armi più che in qualsiasi altro momento dalla Guerra fredda, a scapito di sanità e istruzione.
Come può ancora cambiare

Se i Paesi fanno pressione su chi inizia una guerra anziché su chi si difende, e revocano le sanzioni solo in cambio di un cessate il fuoco equo e verificato, nessun Paese impara che invadere un vicino conviene.

§ 1.2

Un cessate il fuoco che continuava a uccidere

Il 10 ottobre 2025 a Gaza entrò in vigore un cessate il fuoco.1,3 Al 20 ottobre 2026, secondo il ministero della Salute di Gaza, governata da Hamas, da allora erano stati comunque uccisi più di 1.500 palestinesi.4,5,6 All’inizio di ottobre 2026 il bilancio delle vittime dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 superava le 74.000, secondo lo stesso ministero.2,3

Il cessate il fuoco rimase un cessate il fuoco sulla carta. La ricostruzione non partì mai, perché nessuno voleva pagare per ciò che l’indomani avrebbe potuto essere distrutto di nuovo. Una generazione di bambini crebbe tra le macerie, senza scuola e senza prospettive. In assenza di una soluzione politica, la radicalizzazione crebbe da entrambe le parti.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. Ottobre 2025 · avvenutoUn cessate il fuoco senza prospettive politiche; le uccisioni continuano.
  2. 2027 · scenarioLa ricostruzione non parte; i donatori stanno a guardare.
  3. 2031 · scenarioUna generazione cresce senza scuola, tra le macerie.
  4. 2036 · scenarioGaza entra nei libri come una guerra mai davvero finita.
Come può ancora cambiare

Se le uccisioni cessano davvero, gli aiuti e la ricostruzione ottengono libero accesso ed entrambi i popoli ricevono un futuro politico, nessuna generazione crescerà tra le macerie.

Capitolo 2

Diritto e libertà

Come la corte chiamata a giudicare i crimini di guerra fu soffocata, e che cosa accade quando i leader non devono più rispondere da nessuna parte.

§ 2.1

L’Aia sotto chiave

Il 9 ottobre 2026 la giurista sudafricana Navi Pillay, ex giudice della Corte penale internazionale, ricevette il premio Nobel per la pace. Poche ore dopo l’amministrazione Trump impose sanzioni alla Corte stessa. Il segretario di Stato Marco Rubio dichiarò: «O la CPI porrà fine alle sue minacce, o noi porremo fine alla CPI».1,2,4 La Corte definì le sanzioni un attacco allo Stato di diritto e alle fondamenta stesse dell’ordinamento giuridico internazionale, e scrisse: «La storia giudicherà questo momento».1,3

In questo libro quel giudizio è severo. Per molte transazioni con la Corte valeva inizialmente un periodo di tolleranza di sei mesi.1,2,5 Quando scadde, nell’aprile 2027, banche, assicurazioni e fornitori di software si ritirarono. La Corte dell’Aia fu in gran parte paralizzata e una manciata di Stati membri se ne andò. Trump lo aveva già chiesto all’Assemblea generale dell’ONU il 22 settembre 2026: «Invito tutte le nazioni che sono membri della CPI a ritirarsi ufficialmente e immediatamente da questa istituzione canaglia».6,7

Con ciò scomparve l’ultimo luogo in cui i leader dovevano rispondere dei crimini di guerra. Che cosa abbia significato si può leggere a proposito del Sudan (§ 4.1).

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 9 ott 2026 · avvenutoGli USA impongono sanzioni alla Corte penale internazionale.
  2. Aprile 2027 · scenarioIl periodo transitorio scade; banche e fornitori si ritirano.
  3. 2028 · scenarioLa Corte è paralizzata, una manciata di Stati membri se ne va.
  4. 2036 · scenarioI crimini di guerra vengono documentati, non più perseguiti.
Come può ancora cambiare

Se i Paesi proteggono la Corte penale internazionale invece di indebolirla, resta un luogo in cui ogni leader, ovunque nel mondo, deve rispondere dei crimini di guerra.

Capitolo 3

Economia

Come uno stretto braccio di mare fissò il prezzo alla pompa e perché la crescita si concentrò in sempre meno Paesi.

§ 3.1

Lo stretto e il prezzo alla pompa

Dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran del 28 febbraio 2026, l’Iran chiuse lo Stretto di Hormuz.1,2 Dal 13 aprile gli Stati Uniti imposero un blocco ai porti iraniani.3,4 L’8 luglio, dopo attacchi iraniani contro navi mercantili e contrattacchi statunitensi, Trump dichiarò concluso il cessate il fuoco provvisorio.5,6

I prezzi del carburante divennero persino un argomento nella guerra in Ucraina (§ 1.1). Così la crisi del carburante del 2026 colpì al tempo stesso la guerra, l’economia, la fame e il clima. I governi sovvenzionarono i combustibili fossili per evitare disordini, e gli investimenti nella transizione energetica furono rinviati di un altro anno, più e più volte (§ 5.1).

Dalla scelta alla conseguenza
  1. Febbraio 2026 · avvenutoAttacchi contro l’Iran; lo stretto diventa una linea del fronte.
  2. 2027 · scenarioI governi sovvenzionano i combustibili fossili; la transizione energetica viene rinviata.
  3. 2030 · scenarioIl Golfo resta stabilmente militarizzato.
  4. 2036 · scenarioOgni incidente nello stretto fa impennare in tutto il mondo i prezzi di carburante e cibo.
Come può ancora cambiare

Se i Paesi concordano che gli stretti marittimi restino aperti a tutti, e il mondo dipende meno da petrolio e gas, un singolo conflitto non può più far salire il prezzo del carburante e del cibo per miliardi di persone.

§ 3.2

Crescita per pochi

Il 13 ottobre 2026 l’FMI stimò per il 2026 una crescita mondiale del 3,1 per cento e un’inflazione mondiale del 4,7 per cento. Quella previsione presupponeva che le spedizioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz riprendessero entro marzo 2027.1,2 In questo libro non ripresero, e l’inflazione persistette.

L’FMI constatò inoltre che appena 32 economie rappresentavano il 95 per cento della crescita mondiale, contro le 54 di aprile. Mise in guardia da una correzione dei mercati azionari legata all’IA, dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e dall’elevato debito pubblico.1,2 Gli avvertimenti si avverarono. La correzione dei mercati colpì fondi pensione e risparmiatori, e i governi fortemente indebitati non furono in grado di intervenire. Il divario tra i pochi Paesi che parteciparono ai guadagni e tutti gli altri divenne la storia economica del decennio.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 13 ott 2026 · avvenutoL’FMI avverte: crescita sempre più concentrata, debiti troppo alti.
  2. Marzo 2027 · scenarioLo stretto resta chiuso, l’inflazione persiste.
  3. 2028 · scenarioUna correzione dei mercati colpisce le pensioni; i governi tagliano la spesa.
  4. 2036 · scenarioIl divario tra i Paesi e al loro interno alimenta la sfiducia nella politica.
Come può ancora cambiare

Se i guadagni della tecnologia e del commercio raggiungono anche i Paesi più poveri, e i loro debiti vengono alleggeriti, il divario tra ricchi e poveri non diventerà la storia di questo decennio.

Capitolo 4

Fame, malattie e povertà

Come la carestia tornò a essere un’arma, perché gli aiuti furono ridotti proprio in quel momento e che cosa significò quando si diffuse una malattia.

§ 4.1

La fame come arma

Il 26 ottobre 2025, dopo un assedio di circa diciotto mesi, la milizia RSF conquistò la città sudanese di El Fasher.1,2,3 All’inizio di novembre 2025 il sistema internazionale di classificazione della fame IPC confermò ufficialmente la carestia a El Fasher e a Kadugli.4,5

La fame si estese poi al Kordofan, e il Paese si frantumò di fatto in territori controllati da eserciti rivali. Poiché nello stesso periodo la Corte penale internazionale veniva soffocata (§ 2.1), nessuno fu processato per aver ridotto alla fame delle città. Il libro del 2036 definisce il Sudan la crisi che il mondo guardò e lasciò accadere.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. Ottobre–novembre 2025 · avvenutoEl Fasher cade dopo diciotto mesi di assedio; confermata la carestia.
  2. 2027 · scenarioLa fame si estende al Kordofan.
  3. 2029 · scenarioIl Sudan si frantuma in territori di eserciti rivali.
  4. 2036 · scenarioLa più grande crisi di sfollati del decennio, senza una sola condanna.
Come può ancora cambiare

Se i Paesi smettono di fornire armi alle parti che affamano le città, e si aprono vie sicure per il cibo, la fame smette di essere un’arma ovunque.

§ 4.2

Aiuti per un terzo

Il Programma alimentare mondiale dell’ONU stimò che 318 milioni di persone avrebbero affrontato nel 2026 una fame a livello di crisi o peggiore, più del doppio rispetto al 2019. A causa dei tagli ai finanziamenti, dichiarò di poterne aiutare solo un terzo circa. Gli Stati Uniti, il maggiore donatore, tagliarono i loro aiuti esteri, e anche altri Paesi donatori operarono tagli.1,2,3

Che cosa ciò significasse divenne chiaro a Gaza (§ 1.2). Il 19 ottobre 2026 il Programma alimentare mondiale annunciò che, per mancanza di fondi, vi avrebbe ridotto gli aiuti alimentari di circa un terzo: 500.000 persone perdono il loro sostegno mensile e i pacchi alimentari vengono dimezzati.7,8,9

Negli anni successivi i Paesi ricchi spostarono ancora più denaro verso la difesa e l’energia (§ 1.1, § 3.1). Chi non riceveva aiuto si mise in cammino. Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 2026 un barcone di migranti sovraffollato diretto nello Yemen si capovolse al largo delle coste di Gibuti. Secondo l’agenzia dell’ONU per le migrazioni, l’OIM, morirono almeno 139 persone, 15 delle quali bambini.4,5,6 In questo libro non fu un incidente, ma un presagio. Il dibattito sulla migrazione si inasprì, lasciando ancora meno spazio politico per affrontarne le cause.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 2026 · avvenutoI donatori tagliano; gli aiuti raggiungono un terzo di chi soffre la fame.
  2. 2028 · scenarioI bilanci per gli aiuti si riducono ancora, a favore di difesa ed energia.
  3. 2031 · scenarioPiù persone in fuga; più naufragi.
  4. 2036 · scenarioUn dibattito sulla migrazione sempre più duro fa sparire le cause dalla vista.
Come può ancora cambiare

Se i Paesi che possono permetterselo fanno crescere i loro aiuti insieme al bisogno, invece di tagliarli appena l’attenzione cala, meno persone dovranno lasciare la propria casa e meno barche affonderanno.

§ 4.3

Una malattia senza vaccino

Nel maggio 2026 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dichiarò un focolaio di Ebola nel Congo orientale un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.1,2 Si trattava del ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono vaccini né cure approvati.1,3 Al 20 ottobre il Congo aveva registrato più di 9.500 contagi confermati e più di 4.600 morti, secondo i dati del governo.4,5 Era il secondo focolaio di Ebola più grande mai registrato.4,6 Contagi furono confermati anche in Uganda e in Kenya.4,7,8

L’Uganda chiuse il confine con il Congo a maggio.8,11 Gli Stati Uniti ammettevano i viaggiatori che erano stati in Congo solo dopo 21 giorni trascorsi fuori dal Paese.4,10 L’OMS aveva sconsigliato la chiusura delle frontiere e segnalato gravi carenze di finanziamento per la risposta.1,7,8,9

Gli storici vedono nel focolaio una prova: i Paesi chiudono le frontiere o contribuiscono a pagare la risposta? In questo libro il mondo scelse per lo più la prima strada. Il virus continuò a circolare nell’Africa orientale fino a 2027 inoltrato, e quando più tardi arrivò una nuova epidemia, ancora una volta vaccini e fondi di emergenza non erano pronti.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. Maggio 2026 · avvenutoL’OMS dichiara un’emergenza internazionale; nessun vaccino per questo ceppo.
  2. 2027 · scenarioIl virus continua a circolare nell’Africa orientale; i Paesi chiudono le frontiere invece di pagare la loro parte.
  3. 2030 · scenarioI fondi per la salute globale continuano a ridursi; la ricerca sui vaccini stenta a partire.
  4. 2036 · scenarioUna nuova epidemia colpisce un mondo ancora meno preparato.
Come può ancora cambiare

Se i Paesi contribuiscono a pagare la risposta e i vaccini, invece di limitarsi a chiudere le frontiere, un focolaio resta un focolaio e non diventa un’epidemia che si trascina per anni.

Capitolo 5

Clima e natura

Come la crisi del carburante mise in secondo piano la politica climatica, proprio quando era il momento di tradurre in pratica gli obiettivi sul clima.

§ 5.1

Dalla promessa alla prova

Il vertice sul clima COP31 era in programma dal 9 al 20 novembre 2026 ad Antalya, con la Turchia come Paese ospitante. Dopo il vertice precedente a Belém, in Brasile, doveva concentrarsi sull’attuazione: tradurre in pratica gli obiettivi climatici.1,2 All’inizio di ottobre l’Organizzazione meteorologica mondiale e il servizio climatico Copernicus segnalarono un El Niño in rapido rafforzamento, con temperature record del mare nel Pacifico.3,4

Il forte El Niño rese l’anno successivo particolarmente caldo. Il vertice cadde nel pieno della crisi del carburante (§ 3.1), e prevalse il breve termine. I Paesi mantennero i loro obiettivi sulla carta, ma l’attuazione slittò. Intorno al 2030 il riscaldamento di 1,5 gradi era stato raggiunto in modo strutturale. Negli anni Trenta, nei Paesi costieri dal Bangladesh all’Egitto, il dibattito passò da come evitarlo a quanto costa la protezione dal mare, e a chi la paga.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. Novembre 2026 · in programmaLa COP31 ad Antalya, nel pieno della crisi del carburante.
  2. 2027 · scenarioGli obiettivi restano sulla carta, l’attuazione slitta.
  3. 2030 · scenarioIl riscaldamento di 1,5 gradi è raggiunto in modo strutturale.
  4. 2036 · scenarioI Paesi costieri, dal Bangladesh all’Egitto, discutono su chi debba pagare la protezione dal mare.
Come può ancora cambiare

Se i Paesi vedono nella politica climatica la via d’uscita dalla crisi del carburante, invece di rinviarla più e più volte, il riscaldamento resterà limitato e meno coste, città e raccolti nel mondo saranno a rischio.

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