Dall’archivio: l’edizione del 22 ottobre 2026. Leggi l’edizione di oggi

Dai libri di storia del 2036 · Uno sguardo indietro all’oggi

Il 22 ottobre 2026, come lo racconteranno i libri di storia il 22 ottobre 2036.

Così lo racconteranno i libri di storia del 2036: come furono promessi negoziati mentre i missili continuavano a cadere su Kiev, come il prezzo del petrolio salì con lo stretto ancora chiuso e come i colloqui di pace per il Sudan si chiusero senza un cessate il fuoco.

I libri di storia del 2036 verranno scritti comunque. Ogni scelta che oggi facciamo in modo diverso riscrive un capitolo.

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Edizione 6 · sempre esattamente dieci anni avanti · riscritta giovedì 22 ottobre 2026 alle 06:00 UTC
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Testo evidenziato

Questo è accaduto davvero ed è confermato da almeno due fonti indipendenti. Il numero rosso rimanda alle fonti a margine. Una piccola etichetta «nuovo» segnala i fatti aggiunti nelle ultime 24 ore.

Testo normale

Questo è lo scenario: il corso degli eventi più cupo tra quelli plausibili, come lo metterebbe per iscritto uno storico nel 2036. Se il corso previsto cambia, la sezione viene segnalata come «scenario aggiornato».

Cronologia e come possiamo cambiarlo

Ogni sezione mostra come una singola scelta fatta nel 2026 si sviluppa fino al 2036, e quale scelta diversa potremmo ancora fare per impedirlo.

Capitolo 1

Guerra e pace

Come i cessate il fuoco del 2026 esistettero per lo più solo sulla carta e perché la pressione finì per ricadere sul Paese aggredito.

§ 1.1

Un cessate il fuoco sulla carta

nuovi fatti

Per un breve momento, nell’ottobre 2026, la guerra in Ucraina sembrò sbloccarsi. Nella prima metà del mese gli Stati Uniti allentarono fino all’aprile 2027 le sanzioni sul diesel russo e poi sospesero le misure principali di una nuova legge sulle sanzioni contro la Russia, tra cui dazi fino al 100 per cento sui grandi acquirenti di petrolio e gas russi.1,2,3,4 Il presidente Trump disse inoltre: «Penso che sia ora che l’Ucraina abbia un nuovo presidente».5,6

Gli storici vedono in quelle settimane il momento in cui la pressione cambiò direzione. Non fu l’aggressore a dover cedere terreno, ma il Paese aggredito. Una «tregua energetica» annunciata da Trump l’11 ottobre non fermò gli attacchi russi contro gli impianti energetici ucraini.7,8

nuovoDopo i colloqui del 21 ottobre tra l’inviato statunitense Steve Witkoff e Vladimir Putin, il Cremlino dichiarò che la Russia era disposta a riprendere dopo il 10 novembre i negoziati a tre con Stati Uniti e Ucraina. Il presidente Zelensky affermò che l’Ucraina era favorevole.9,10,11,12 nuovoNel giro di poche ore missili e droni russi colpirono Kiev, ferendo 15 persone secondo il sindaco della città.10,12

Da quelle settimane Mosca trasse la lezione che avrebbe segnato il resto del decennio: continua a combattere e le concessioni arriveranno.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 22 ott 2026 · avvenutoNegoziati promessi per novembre; poche ore dopo i missili colpiscono Kiev.
  2. 2027 · scenarioUna tregua alle condizioni russe: i territori occupati restano russi e non ci sono garanzie di sicurezza.
  3. 2030 · scenarioUn esercito russo ricostruito mette alla prova il confine con i Paesi baltici.
  4. 2036 · scenarioLa spesa mondiale per le armi raggiunge il livello più alto dalla Guerra fredda, a scapito di sanità e istruzione.
Come possiamo ancora cambiarlo

Se i Paesi fanno pressione sull’aggressore anziché sul Paese che si difende, e revocano le sanzioni solo in cambio di un cessate il fuoco equo e verificato, nessun Paese imparerà che invadere un vicino conviene.

§ 1.2

Un cessate il fuoco che continuava a uccidere

Il 10 ottobre 2025 a Gaza entrò in vigore un cessate il fuoco.1,3 Ciononostante, al 20 ottobre 2026 erano stati uccisi più di 1.500 palestinesi dalla sua entrata in vigore, secondo il ministero della Salute di Gaza, governata da Hamas.4,5,6 All’inizio di ottobre 2026 il bilancio delle vittime dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 superava le 74.000, secondo lo stesso ministero.2,3

Il cessate il fuoco non fu mai più di un cessate il fuoco sulla carta. La ricostruzione non partì mai, perché nessuno voleva pagare per ciò che l’indomani avrebbe potuto essere distrutto di nuovo. Una generazione di bambini crebbe tra le macerie, senza istruzione e senza prospettive. In assenza di una soluzione politica, la radicalizzazione crebbe da entrambe le parti.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. Ottobre 2025 · avvenutoUn cessate il fuoco senza orizzonte politico; le uccisioni continuano.
  2. 2027 · scenarioLa ricostruzione non riesce a partire; i donatori si tirano indietro.
  3. 2031 · scenarioUna generazione cresce tra le macerie, senza istruzione.
  4. 2036 · scenarioGaza passa alla storia come una guerra mai davvero finita.
Come possiamo ancora cambiarlo

Se le uccisioni cessano davvero, se gli aiuti e la ricostruzione ottengono libero accesso e se a entrambi i popoli viene offerto un futuro politico, nessuna generazione dovrà crescere tra le macerie.

Capitolo 2

Diritto e libertà

Come la corte istituita per giudicare i crimini di guerra fu soffocata, e che cosa accade quando i leader non devono più rendere conto a nessuno.

§ 2.1

Una Corte nella morsa

Il 9 ottobre 2026 la giurista sudafricana Navi Pillay, ex giudice della Corte penale internazionale, ricevette il premio Nobel per la pace. Poche ore dopo l’amministrazione Trump impose sanzioni alla Corte stessa. Il segretario di Stato Marco Rubio dichiarò: «O la CPI porrà fine alle sue minacce, o noi porremo fine alla CPI».1,2,4 La Corte definì le sanzioni un attacco allo Stato di diritto e alle fondamenta stesse dell’ordinamento giuridico internazionale, e scrisse: «La storia giudicherà questo momento».1,3

Nei libri di storia del 2036 il verdetto è severo. Per molte transazioni con la Corte valeva inizialmente un periodo di tolleranza di sei mesi.1,2,5 Quando scadde, nell’aprile 2027, banche, assicurazioni e fornitori di software si ritirarono. La Corte fu in gran parte paralizzata e una manciata di Stati membri se ne andò. Trump lo aveva già chiesto all’Assemblea generale dell’ONU il 22 settembre 2026: «Invito tutte le nazioni che sono membri della CPI a ritirarsi ufficialmente e immediatamente da questa istituzione canaglia».6,7 Il giorno dopo lo Stato insulare di Nauru, nel Pacifico, notificò all’ONU il proprio ritiro dalla Corte; il recesso ha effetto dopo un anno.8,9

Con ciò scomparve l’ultimo luogo in cui i leader potevano essere chiamati a rispondere dei crimini di guerra. Che cosa abbia significato si può vedere in Sudan (§ 4.1).

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 9 ott 2026 · avvenutoGli USA impongono sanzioni alla Corte penale internazionale.
  2. Aprile 2027 · scenarioIl periodo di tolleranza scade; banche e fornitori si ritirano.
  3. 2028 · scenarioLa Corte è paralizzata; una manciata di Stati membri se ne va.
  4. 2036 · scenarioI crimini di guerra vengono ancora documentati, ma non più perseguiti.
Come possiamo ancora cambiarlo

Se i Paesi proteggono la Corte penale internazionale invece di indebolirla, resterà un luogo in cui qualsiasi leader, ovunque nel mondo, può essere chiamato a rispondere dei crimini di guerra.

Capitolo 3

L’economia

Come uno stretto braccio di mare fissò il prezzo alla pompa e perché la crescita si concentrò in sempre meno Paesi.

§ 3.1

Lo stretto e il prezzo alla pompa

nuovi fatti

Dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran del 28 febbraio 2026, l’Iran chiuse lo Stretto di Hormuz; dal 13 aprile gli Stati Uniti imposero un blocco ai porti iraniani.1,2,3,4 L’8 luglio, dopo attacchi iraniani contro navi mercantili e contrattacchi statunitensi, Trump dichiarò concluso il cessate il fuoco provvisorio.5,6 Il 20 ottobre, secondo la televisione di Stato iraniana, il capo della sicurezza iraniano disse al capo dell’esercito pakistano che nessuna quantità di uranio arricchito avrebbe lasciato il Paese e che non ci sarebbero stati colloqui con gli Stati Uniti finché le sue condizioni non fossero state soddisfatte.7,8 nuovoIl giorno dopo gli Stati Uniti imposero sanzioni a uno studio legale, a una società di gestione navale e ad agenti marittimi che, secondo Washington, aiutavano la «flotta ombra» di petroliere dell’Iran. A quel punto il prezzo del petrolio Brent era salito a quasi 112 dollari al barile, il livello più alto degli ultimi cinque mesi.9,10,11,12

I prezzi del carburante divennero persino un fattore nella guerra in Ucraina (§ 1.1). Così la crisi del carburante del 2026 colpì al tempo stesso la guerra, l’economia, la fame e il clima. I governi sovvenzionarono i combustibili fossili per scongiurare disordini, e gli investimenti nella transizione energetica furono rinviati anno dopo anno (§ 5.1).

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 21 ott 2026 · avvenutoL’Iran tiene il suo uranio arricchito, gli Stati Uniti inaspriscono le sanzioni e il petrolio sfiora i 112 dollari al barile.
  2. 2027 · scenarioI governi sovvenzionano i combustibili fossili; la transizione energetica viene messa in sospeso.
  3. 2030 · scenarioIl Golfo resta stabilmente militarizzato.
  4. 2036 · scenarioOgni incidente nello stretto fa impennare in tutto il mondo i prezzi di carburante e cibo.
Come possiamo ancora cambiarlo

Se i Paesi concordano che gli stretti marittimi restino aperti a tutti, e il mondo diventa meno dipendente da petrolio e gas, un singolo conflitto non può più far salire il prezzo del carburante e del cibo per miliardi di persone.

§ 3.2

Crescita per pochi

Il 13 ottobre 2026 l’FMI stimò per il 2026 una crescita mondiale del 3,1 per cento e un’inflazione mondiale del 4,7 per cento. Quella previsione presupponeva che le spedizioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz riprendessero entro marzo 2027.1,2 Non ripresero, e l’inflazione rimase alta.

L’FMI rilevò inoltre che appena 32 economie generavano il 95 per cento della crescita mondiale, contro le 54 di aprile. Mise in guardia da una correzione dei mercati azionari legata all’IA, dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e dall’elevato debito pubblico.1,2 Secondo l’FMI, i Paesi a basso reddito destinavano il 14 per cento delle entrate pubbliche al servizio del debito, contro il 6 per cento di dieci anni prima.3,4 Gli avvertimenti si avverarono. La correzione dei mercati colpì fondi pensione e risparmiatori, e i governi fortemente indebitati non erano in condizione di intervenire. Il divario tra i pochi Paesi che parteciparono ai guadagni e tutti gli altri divenne la storia economica del decennio.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 13 ott 2026 · avvenutoL’FMI avverte che la crescita è sempre più concentrata e i debiti troppo alti.
  2. Marzo 2027 · scenarioLo stretto resta chiuso; l’inflazione persiste.
  3. 2028 · scenarioUna correzione dei mercati colpisce le pensioni; i governi tagliano la spesa.
  4. 2036 · scenarioLa disuguaglianza tra i Paesi e al loro interno alimenta la sfiducia nella politica.
Come possiamo ancora cambiarlo

Se i guadagni della tecnologia e del commercio raggiungono anche i Paesi più poveri, e il peso del loro debito viene alleggerito, il divario tra ricchi e poveri non diventerà la storia di questo decennio.

Capitolo 4

Fame, malattie e povertà

Come la carestia tornò a essere un’arma di guerra, perché gli aiuti furono ridotti proprio in quel momento e che cosa significò quando si diffusero le malattie.

§ 4.1

La fame come arma

nuovi fatti

Il 26 ottobre 2025, dopo un assedio di circa diciotto mesi, la milizia RSF conquistò la città sudanese di El Fasher.1,2,3 All’inizio di novembre 2025 il sistema internazionale di classificazione della fame IPC confermò ufficialmente la carestia a El Fasher e a Kadugli.4,5 Il 12 ottobre 2026 l’IPC segnalò un rischio crescente di carestia in Darfur e Kordofan, causato da guerra, sfollamenti e siccità.6,7 Il 19 ottobre un attacco con droni contro un mercato ad Abyei, area contesa tra Sudan e Sud Sudan, uccise almeno 153 persone, secondo le autorità locali. Queste ne attribuirono la responsabilità all’esercito sudanese; un ufficiale sudanese disse all’AP che l’esercito mirava ad autocisterne di carburante delle RSF.8,9 nuovoIl 21 ottobre 22 Paesi e diverse organizzazioni internazionali si riunirono a Ginevra, sotto l’egida dell’ONU e della Svizzera, per coordinare gli sforzi di pace. Né il governo sudanese guidato dall’esercito né le RSF vi presero parte. L’incontro concluse che non esisteva una soluzione militare ed esortò le potenze straniere a smettere di fornire droni, combattenti e denaro, ma non fu concordato alcun cessate il fuoco.10,11

La fame si estese poi al Kordofan, e il Paese si frantumò di fatto in territori controllati da eserciti rivali. Poiché nello stesso periodo la Corte penale internazionale veniva soffocata (§ 2.1), nessuno fu processato per aver ridotto alla fame intere città. I libri di storia del 2036 definiscono il Sudan la crisi che il mondo guardò e lasciò accadere.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 21 ott 2026 · avvenutoDroni colpiscono i mercati; i colloqui di pace a Ginevra si chiudono senza cessate il fuoco.
  2. 2027 · scenarioLa fame si estende al Kordofan.
  3. 2029 · scenarioIl Sudan si frantuma in territori controllati da eserciti rivali.
  4. 2036 · scenarioLa più grande crisi di sfollati del decennio, senza una sola condanna.
Come possiamo ancora cambiarlo

Se i Paesi smettono di fornire armi a chi affama le città, e si aprono corridoi sicuri per il cibo, la fame non verrà più usata come arma da nessuna parte.

§ 4.2

Aiuti per uno su tre

Il Programma alimentare mondiale dell’ONU stimò che 318 milioni di persone avrebbero affrontato nel 2026 una fame a livello di crisi o peggiore, più del doppio rispetto al 2019. A causa dei tagli ai finanziamenti, dichiarò di poterne aiutare solo un terzo circa. Gli Stati Uniti, il maggiore donatore, tagliarono i loro aiuti esteri, e anche altri Paesi donatori operarono tagli.1,2,3

Che cosa ciò significasse divenne chiaro a Gaza (§ 1.2). Il 19 ottobre 2026 il Programma alimentare mondiale annunciò che, per mancanza di fondi, vi avrebbe ridotto gli aiuti alimentari di circa un terzo: 500.000 persone avrebbero perso il loro sostegno mensile e i pacchi alimentari sarebbero stati dimezzati.7,8,9

Negli anni successivi i Paesi ricchi spostarono ancora più denaro verso la difesa e l’energia (§ 1.1, § 3.1). Chi non riceveva aiuto si mise in cammino. Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 2026 un barcone di migranti sovraffollato diretto nello Yemen si capovolse al largo delle coste di Gibuti. Secondo l’agenzia dell’ONU per le migrazioni, l’OIM, morirono almeno 139 persone, 15 delle quali bambini.4,5,6 Col senno di poi non fu un caso isolato, ma un presagio. Il dibattito sulla migrazione si inasprì, lasciando ancora meno spazio politico per affrontarne le cause.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 2026 · avvenutoI donatori tagliano; gli aiuti raggiungono un terzo di chi soffre la fame.
  2. 2028 · scenarioI bilanci per gli aiuti si riducono ancora, mentre il denaro si sposta verso difesa ed energia.
  3. 2031 · scenarioPiù persone fuggono, e più barche affondano.
  4. 2036 · scenarioUn dibattito sulla migrazione sempre più duro fa sparire le cause dalla vista.
Come possiamo ancora cambiarlo

Se i Paesi che possono permetterselo fanno crescere i loro aiuti di pari passo con il bisogno, invece di tagliarli appena l’attenzione si sposta altrove, meno persone dovranno lasciare la propria casa e meno barche affonderanno.

§ 4.3

Una malattia senza vaccino

Nel maggio 2026 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dichiarò un focolaio di Ebola nel Congo orientale un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.1,2 Si trattava del ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono vaccini né cure approvati.1,3 Al 20 ottobre il Congo aveva registrato più di 9.500 contagi confermati e più di 4.600 morti, secondo i dati del governo.4,5 Era il secondo focolaio di Ebola più grande mai registrato.4,6 Casi furono confermati anche in Uganda e in Kenya.4,7,8 A fine agosto l’Uganda dichiarò concluso il proprio focolaio.4,13 Il 20 ottobre la Nigeria confermò il suo primo caso; secondo l’OMS era il quinto Paese a rilevare il virus in questa epidemia.12,13

L’Uganda chiuse il confine con il Congo a maggio.8,11 Gli Stati Uniti ammettevano i viaggiatori che erano stati in Congo solo dopo 21 giorni trascorsi fuori dal Paese.4,10 L’OMS aveva sconsigliato la chiusura delle frontiere e segnalato gravi carenze di finanziamento per la risposta.1,7,8,9

Gli storici vedono nel focolaio una prova: i Paesi chiudono le frontiere o contribuiscono a pagare la risposta? Il mondo scelse per lo più la prima strada. Il virus continuò a circolare nell’Africa orientale fino a 2027 inoltrato, e quando arrivò l’epidemia successiva, ancora una volta mancavano vaccini e fondi di emergenza.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. Ottobre 2026 · avvenutoL’Ebola raggiunge un quinto Paese; emergenza da maggio, e ancora nessun vaccino.
  2. 2027 · scenarioIl virus continua a circolare nell’Africa orientale; i Paesi chiudono le frontiere invece di pagare la loro parte.
  3. 2030 · scenarioI fondi per la salute globale continuano a ridursi; la ricerca sui vaccini stenta a partire.
  4. 2036 · scenarioUna nuova epidemia colpisce un mondo ancora meno preparato.
Come possiamo ancora cambiarlo

Se i Paesi contribuiscono a pagare la risposta e i vaccini, invece di limitarsi a chiudere le frontiere, un focolaio resta un focolaio anziché diventare un’epidemia che si trascina per anni.

Capitolo 5

Clima e natura

Come la crisi del carburante mise in secondo piano la politica climatica, proprio quando era arrivato il momento di tradurre gli obiettivi sul clima in azioni.

§ 5.1

Dalla promessa alla prova

nuovi fatti

Il vertice sul clima COP31 era in programma dal 9 al 20 novembre 2026 ad Antalya, con la Turchia come Paese ospitante. Dopo il vertice precedente a Belém, in Brasile, doveva concentrarsi sull’attuazione: tradurre gli obiettivi climatici in azioni.1,2 All’inizio di ottobre l’Organizzazione meteorologica mondiale e il servizio climatico Copernicus segnalarono un El Niño in rapido rafforzamento, con temperature record del mare nel Pacifico.3,4 nuovoIl 21 ottobre l’OMM avvertì che tra novembre e gennaio la temperatura del mare nel Pacifico tropicale avrebbe potuto raggiungere il valore senza precedenti di 3,8 gradi sopra la media.8,9 Il 21 ottobre il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente calcolò che il mondo si avviava verso un riscaldamento di 2,6 gradi entro il 2100 se i Paesi avessero rispettato i loro piani climatici, e di 2,8 gradi con le politiche attuali. Si trattava di circa 0,1 gradi in più rispetto a un anno prima, in parte perché gli Stati Uniti erano usciti dall’Accordo di Parigi.5,6,7

Il forte El Niño rese l’anno successivo particolarmente caldo. Il vertice si tenne nel pieno della crisi del carburante (§ 3.1), e prevalsero le preoccupazioni di breve termine. I Paesi mantennero i loro obiettivi sulla carta, ma l’attuazione slittò. Intorno al 2030 il riscaldamento superò stabilmente 1,5 gradi. Negli anni Trenta, nei Paesi costieri dal Bangladesh all’Egitto, il dibattito passò da come evitarlo a quanto sarebbe costata la protezione dal mare, e a chi l’avrebbe pagata.

Dalla scelta alla conseguenza
  1. 21 ott 2026 · avvenutoL’ONU afferma che il mondo si avvia verso 2,6–2,8 gradi; la COP31 ad Antalya si tiene nel pieno della crisi del carburante.
  2. 2027 · scenarioGli obiettivi restano sulla carta; l’attuazione slitta.
  3. 2030 · scenarioIl riscaldamento supera stabilmente 1,5 gradi.
  4. 2036 · scenarioI Paesi costieri, dal Bangladesh all’Egitto, discutono su chi debba pagare la protezione dal mare.
Come possiamo ancora cambiarlo

Se i Paesi vedono nella politica climatica la via d’uscita dalla crisi del carburante, invece di rinviarla ancora una volta, il riscaldamento potrà essere tenuto sotto controllo e meno coste, città e raccolti nel mondo saranno a rischio.

Per tutti noi, che oggi facciamo le scelte

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